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Il Cyberbullismo

“Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica. Diffusione di contenuti on line, aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore, o di un gruppo di minori, allo scopo intenzionale di isolare, abusare, attaccare o ridicolizzare” (Legge n. 71 del 2017 art. 1, co. 2).

Una forma particolare di Bullismo, in particolare diffusione durante gli ultimi due decenni con l’avvento di Internet, è il cyberbullismo, ovvero quando la minaccia o la molestia vengono effettuati attraverso l’ausilio di internet (soprattutto dei social network e dei nuovi programmi di messaggistica) con computer o telefoni cellulari anche in questo caso in modo “ripetuto nel tempo contro una vittima che non può difendersi”.

Il cyberbullismo è quindi la manifestazione sul web di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chat rooms, istant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi.

Secondo le ultime statistiche, un giovare su tre in almeno 30 paesi del mondo, ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo.

Episodi di cyberbullismo possono consistere ad esempio, nello schernire in modo continuato un proprio compagno di scuola, spargendo maldicenze, minacciandolo con email o sms, o pubblicando foto e contenuti della sua vita privata sui social network o sulle chat tra compagni.

Particolari caratteristiche che spesso rendono i social network terreno fertile per il verificarsi di episodi di cyberbullismo sono in particolare l’anonimato virtuale e l’assenza di una relazione faccia a faccia.

La legge n.71/17 sul cyberbullismo

Nel 2017 in Italia è stata emanata la legge n. 71(“Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”) “a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” il cui obiettivo è quello di “contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche”.

L’articolo 1 della legge 71/17 definisce il cyberbullismo come “qualunque  forma  di  pressione,  aggressione,   molestia,   ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento  illecito  di  dati personali in danno  di  minorenni,  realizzata  per  via  telematica, nonché’ la diffusione di contenuti on line aventi  ad  oggetto  anche uno o  più  componenti  della  famiglia  del  minore  il  cui  scopo intenzionale e predominante sia quello di  isolare  un  minore  o  un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco  dannoso, o la loro messa in ridicolo.

A) A seguito dell’entrata in vigore della legge, gli istituti scolastici devono:
  1. nell’ambito della propria autonomia promuovere l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri ad esso connessi, anche con appositi progetti di contrasto del cyberbullismo e educazione alla legalità.
  2. al fine di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto del fenomeno messe in atto dalla scuola in ogni istituto scolastico (anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia e delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio) deve essere individuato un docente che svolga il ruolo di coordinatore delle iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo
  3. promuovere il ruolo degli studenti e di ex studenti in attività di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo nelle scuole.
  4. provvedere affinché, qualora si venga a conoscenza di atti di cyberbullismo, il Dirigente Scolastico informi tempestivamente i genitori (o eventualmente il tutore) di tutti i minori coinvolti.
  5. Integrare nei regolamenti scolastici e nel patto educativo di corresponsabilità (destinato a tutte le famiglie) riferimenti a condotte di bullismo e cyberbullismo.
B) Cosa può fare in autonomia un ragazzo/a vittima di cyberbullismo? Nuove tutel

Ciascun minore ultraquattordicenne (o i suoi genitori o chi esercita la responsabilità del minore) che sia stato vittima di cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete.

Se, entro le 24 ore successive, il soggetto responsabile non comunica di avere assunto l’incarico di provvedere alla richiesta effettuata, ed entro le 48 ore successive non  provvede – o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet – l’interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, il quale deve provvedere entro le 48 ore successive.

Il Garante ha pubblicato nel proprio sito il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo da inviare a: cyberbullismo@gpdp.it.

C) La procedura di ammonimento. In cosa consiste il provvedimento di carattere amministrativo?

È stata estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento prevista in materia di stalking (art. 612-bis c.p.). In caso di condotte di ingiuria (art. 594 c.p.), diffamazione (art. 595 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) e trattamento illecito di dati personali (art. 167 del codice della privacy) commessi mediante internet da minori ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, se non c’è stata querela o non è stata presentata denuncia, è applicabile la procedura di ammonimento da parte del questore (il questore convoca il minore, insieme ad almeno un genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale). Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

Alcuni consigli da seguire per prevenire e limitare gli atti di bullismo!

Alcuni consigli per i ragazzi:
  • Non rispondere a e-mail o sms molesti e offensivi;
  • Non rispondere a chi insulta o prende in giro;
  • Non rispondere a chi offende nelle chat o esclude da una chat;
  • Salvare i messaggi offensivi che si ricevono prendendo nota del giorno e dell’ora in cui il messaggio è arrivato;
  • Cambiare il proprio nickname;
  • Cambiare il proprio numero di cellulare e comunicarlo solo agli amici;
  • Utilizzare filtri per bloccare le e-mail moleste;
  • Contattare la polizia in caso di minacce fisiche o sessuali.
ed altri per gli adulti:
  • Osservare il comportamento dei ragazzi dopo la navigazione in internet o l’uso del telefonino (stati ansiosi, depressivi, etc).
  • Aiutare i ragazzi a riflettere sul fatto che anche se non vedono la reazione delle persone a cui inviano messaggi o video, esse possono soffrire;
  • Educare i ragazzi ad utilizzare il dialogo con te e con i compagni di classe quando nascono conflitti;
  • Controllare e monitorare le amicizie e i siti frequentati dal proprio figlio, condividendo con lui le motivazioni di tale controllo.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
  • È possibile approfondire l’argomento e trovare informazioni utili vistando il sito del Progetto “Generazioni Connesse” (progetto coordinato dal MIUR, a cui Save the Children collabora all’interno di un ampio partenariato).

 

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