/Stupefacenti: norme sulla responsabilità dei minori per uso di droghe

Stupefacenti: norme sulla responsabilità dei minori per uso di droghe

Contenuti:


RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA E PENALE

SANZIONI

DATI

DOMANDE E RISPOSTE

ARTICOLI 73 E 75 DEL TESTO UNICO SUGLI STUPEFACENTI

Contenuti realizzati grazie al contributo reso a titolo gratuito da Enrico Ciocca e Alfonso Cauteruccio del team legale del Gruppo Telecom Italia nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children.
L’operatore di Polizia che trovi il minore in possesso di un dosaggio di sostanza stupefacente può contestare a questi, a seconda della situazione fattuale, un illecito di natura penale o amministrativa.
 
Responsabilità amministrativa
L’agente contesta subito la violazione della legge amministrativa alla persona accusata e ne da informazione al Prefetto.
Il Prefetto invita la persona ad un colloquio dopodiché valuta le sanzioni amministrative da irrogare quali la sospensione del passaporto, della patente, o di seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo. Vedi sotto maggiori informazioni nel paragrafo “sanzioni”.
Responsabilità penale
Se ci troviamo, invece,  dinanzi a circostanze più gravi saremo in presenza di un illecito penale, ed in tal caso la responsabilità’ penale dei minori per lo spaccio non è diversa da quella per i reati di altro tipo.  
Il minore al di sotto degli anni 14 non è punibile,  mentre quello tra i 14 ed i 18 anni è ritenuto responsabile in caso di spaccio.  
L’art.73 del DPR 9/10/1990 numero 309   punisce lo spaccio, per i minori sono previste agevolazioni in ordine alla pena ed all’arresto come nei caso generali secondo le disposizioni di cui al Regio Decreto numero 1404/1934 e del DPR 22/08/1988 numero 448.  
La Giurisprudenza negli ultimi anni, da parte della Corte di legittimità,  è orientata nel senso che la condizione soggettiva del minore deve essere esaminata nonostante la gravità  della  imputazione , quanto innanzi è  stato affermato in particolare dalla Corte di Cassazione, sesta sezione del 18/7/2011 numero 28250 e del  06/09//2010 numero 32692. Confermando la decisione dei Giudici di merito la Corte ha sottolineato la necessita di accertare la possibilità’ o meno di recupero. 
 
Il Magistrato deciderà su eventuali atti limitativi della libertà personale e, comunque, il minorenne ( sia esso minore degli anni 18 o 14 ) può essere sottoposto a perquisizione con le dovute garanzie difensive e con le dovute cautele e nel caso di minore degli anni 14 sulla perquisizione deciderà il PM. Copia dell’atto verrà inviata al Tribunale dei Minorenni competente sul luogo della perquisizione.
Accompagnamento agli uffici di polizia

Qualora il minore perquisito sia trovato in possesso di sostanze stupefacenti, l’agente ritira eventuali documenti d’identità  e l’eventuale documento di circolazione ( per ciclomotore o simile). 
Nel caso di minore non abbia documenti d’identità o abbia commesso un reato e che “si rifiuti di farsi identificare o fornisca generalità e documenti di identificazione in relazione ai quali sussistano sufficienti elementi per ritenerne la falsità, gli agenti accompagnano la persona presso gli uffici di Polizia.
SANZIONI
La legge 49/06 ha modificato profondamente, con l’art. 4 il Testo Unico del 1990 (art. 75).
Sono state inasprite le sanzioni relative alle condotte di produzione, traffico, detenzione illecita ed uso di sostanze stupefacenti, e, col medesimo testo, è stata abolita ogni distinzione tra droghe leggere, quali la cannabis, e droghe pesanti, quali eroina o cocaina.
A norma dell’art. 75 del Testo Unico del 1990, per l’uso personale sono previste alcune sanzioni amministrative, da applicarsi singolarmente o cumulativamente, a seconda delle peculiarità del caso concreto. Si tratta, in particolare, della sospensione del passaporto, la sospensione della patente di guida, o il divieto di conseguirla, nonché la sospensione del porto d’armi. L’interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, dovrà seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo. 
Tali sanzioni devono, oggi, avere durata compresa tra un minimo di un mese ed un massimo di un anno. In passato, le sanzioni amministrative avevano durata compresa tra uno e tre mesi nel caso di droghe leggere e tra due e quattro mesi, nel caso di droghe pesanti.
I DATI
Relazione annuale al Parlamento 2013. Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia Luglio 2013. Dipartimento Politiche Antidroga. Dati relativi all’anno 2012 e primo semestre 2013.
Al pari di quanto succede in Europa e come riferito dall’Osservatorio Europeo di Lisbona, è proseguito anche nel periodo di riferimento, il trend del calo dei consumi di sostanze stupefacenti nel nostro Paese. L’analisi generale dell’andamento dei consumatori negli ultimi 12 mesi, riferiti alla popolazione generale 15-64 anni, conferma la tendenza alla contrazione del numero di consumatori, già osservata nel 2010 per le sostanze quali eroina, cocaina, allucinogeni, stimolanti e cannabis.
Questo il dato generale che emerge dalle indagini campionarie sulla popolazione e dalle analisi delle acque reflue eseguite dal DPA, contenute nell’ultima Relazione al Parlamento 2013 sull’uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, elaborata dal Dipartimento Politiche Antidroga.
“I dati in nostro possesso, provenienti da molteplici fonti indipendenti tra loro, – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – mostrano per le sostanze stupefacenti un trend in contrazione, ma con degli spunti di variazione che riguardano soprattutto le fasce giovanili per droghe quali la cannabis. Tali variazioni devono farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione più precoce e più selettiva per ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo patologico. La priorità ancora una volta – ha concluso Serpelloni è prevenire precocemente il consumo soprattutto negli adolescenti sviluppando consapevolezza e modelli educativi verso stili di vita sani”. 
DOMANDE E RISPOSTE:


1. Di che cosa si occupa il Nucleo Operativo Tossicodipendenze (N.O.T.) della Prefettura?
Il N.O.T. si occupa dei procedimenti amministrativi attivati nei confronti delle persone che vengono segnalate dalle Forze dell’Ordine, per possesso di sostanza stupefacente destinata “all’uso personale” e non allo spaccio (procedimento penale).
2. A chi posso chiedere informazioni se vengo trovato in possesso di sostanza stupefacente per “uso personale”?
Presso ogni Prefettura – U.T.G. (Ufficio Territoriale del Governo) si trova un ufficio chiamato N.O.T. (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) dove lavorano degli assistenti sociali e personale amministrativo disponibili a fornire le informazioni richieste. 
3. Quando si tratta spaccio e quando di uso personale, secondo la legge?
La normativa in materia di tossicodipendenze è stata modificata in senso più restrittivo. Innanzitutto, scatta la denuncia penale se l’autorità giudiziaria ritiene che la detenzione sia finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. La valutazione viene effettuata non solo tenendo conto della quantità detenuta, ma anche di altri parametri, come il possesso di grandi quantità di denaro, le modalità di presentazione della sostanza, la suddivisione in dosi, ecc..
La denuncia penale viene, inoltre, attivata qualora vengano superate le dosi minime di principio attivo contenute nella sostanza sequestrata. Al di sotto di tali limiti si presume che il possesso di droga sia per uso personale.
Per le quantità di sostanze considerate “ad utilizzo personale”, non ci sono parametri precisi e la valutazione.
La valutazione in ordine alla destinazione della droga è effettuata secondo parametri come:
– la quantità,
– la qualità e la composizione della sostanza , anche
– valutazione del reddito del detentore e del suo nucleo familiare nonché
– la disponibilità di attrezzature per la pesatura o il confezionamento della sostanza oltre che
sulla base delle concrete circostanze del caso.
Si presume che il possesso della droga è a fine di spaccio facendo riferimento ad elementi come il quantitativo della droga sequestrata, il rinvenimento dello strumentario che lo spacciatore tipicamente utilizza per il confezionamento delle dosi (bilancino, etc.), la ripartizione in dosi singole pronte per la distribuzione, le modalità di detenzione della droga.
4. Cosa mi succede dopo che sono stato trovato in possesso di sostanza stupefacente per uso personale?
La persona che viene sottoposta a controllo dalle Forze dell’Ordine e che viene trovata in possesso di stupefacente, viene segnalata al N.O.T. (Nucleo Operativo Territoriale) della Prefettura del luogo di residenza.
La sostanza stupefacente viene sequestrata ed inviata al competente laboratorio di analisi per determinare la qualità ed il quantitativo di principio attivo.
Se si è in auto, in moto o con altro veicolo a motore, le Forze dell’Ordine ritirano la patente di guida per un periodo di trenta giorni.
Quando si tratta di una moto o motorino, viene ritirato il certificato di idoneità tecnica sempre per trenta giorni e viene disposto il fermo amministrativo del ciclomotore (30 gg).
La Polizia effettua esami sulla sostanza sequestrata le Forze dell’Ordine e, in base ai risultati, confermano la contestazione redigendo un verbale “di contestazione dell’illecito amministrativo” che viene comunicato per iscritto al trasgressore. 
Una copia è trasmessa al Prefetto competente. L’interessato ha trenta giorni di tempo per far pervenire alla Prefettura scritti difensivi e chiedere un’audizione.
Il Prefetto (l’Ufficio N.O.T.) valuta i fatti e, ed entro quaranta giorni, convoca l’interessato ad un colloquio per valutare le sanzioni amministrative da irrogare o per formulare l’invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti (requisiti: prima volta – tenuità della violazione – se ricorrono elementi tali da far presumere che l’interessato non farà più uso di sostanze stupefacenti in futuro).

ARTICOLI SU QUESTO ARGOMENTO:

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UNA LETTURA INTERESSANTE:
“DROGA: perché ci sono strade in cui ti puoi perdere”
Guida pratica delle Iene, editore Fivestore R.T.I. 2013

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA del 9 ottobre 1990, n. 309

Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. 
Articolo 73 – Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope
1. Chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo 14, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.
1-bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 è punito chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene:
a) sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità, in particolare se superiore ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della salute emanato di concerto con il Ministro della giustizia sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale per le politiche antidroga-, ovvero per modalità di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell’azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale;
b) medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella II, sezione A, che eccedono il quantitativo prescritto. In questa ultima ipotesi, le pene suddette sono diminuite da un terzo alla metà.
2. Chiunque, essendo munito dell’autorizzazione di cui all’articolo 17, illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14, è punito con la reclusione da sei a ventidue anni e con la multa da (( euro 26.000 a euro 300.000 )).
2-bis. Le pene di cui al comma 2 si applicano anche nel caso di illecita produzione o commercializzazione delle sostanze chimiche di base e dei precursori di cui alle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al presente testo unico, utilizzabili nella produzione clandestina delle sostanze stupefacenti o psicotrope previste nelle tabelle di cui all’articolo 14.
(abrogato dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del Decreto legislativo 50/11 – ndr)
3. Le stesse pene si applicano a chiunque coltiva, produce o fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione.
4. Quando le condotte di cui al comma 1 riguardano i medicinali ricompresi nella tabella II, sezioni A, B e C, di cui all’articolo 14 e non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 17, si applicano le pene ivi stabilite, diminuite da un terzo alla metà.
(vedi modifica introdotta dall’articolo 10, comma 1, lettera s), della legge 38/10 – ndr)
5. Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da uno a sei a anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.
5-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, su richiesta dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena, può applicare, anzichè le pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste. Con la sentenza il giudice incarica l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. L’Ufficio riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto disposto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso può essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, in deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, su richiesta del Pubblico ministero o d’ufficio, il giudice che procede, o quello dell’esecuzione, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dell’entità dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca è ammesso ricorso per Cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di due volte )).
6. Se il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro, la pena è aumentata.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla metà a due terzi per chi si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.
Articolo 75 – Condotte integranti illeciti amministrativi
1. Chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope è sottoposto, per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e III previste dall’articolo 14, e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle II e IV previste dallo stesso articolo, a una o più delle seguenti sanzioni amministrative: (2)
a)  sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni; (3)
b) sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.
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2017-11-13T11:55:30+00:00 13 maggio 2014|Operatori, Schede Tematiche|