Il papà di Asa, residente da dieci anni in Spagna e
originario della Guinea, si è rivolto al servizio di supporto legale
attivato dall’Associazione La Merced Migraciones a Madrid nell’ambito
del progetto Europeo CLAIM.

I legali di CLAIM lo hanno aiutato a
dimostrare alle autorità (Prefettura di Toledo) la necessità di
ricongiungere Asa al papà dalla Guinea per proteggerla dal rischio
concreto di essere sottoposta alla pratica di mutilazione genitale,
ampiamente operata nella zona in cui Asa vive. Le autorità hanno compreso il pericolo e hanno quindi autorizzato Asa a raggiungere il padre.
Per la prima volta in Spagna, una bambina è stata ammessa a ricongiugersi con il genitore in questa situazione.
Sulla
base questo precedente, altre bambine che vivono in zone in cui si
pratica in modo sistematico la mutilazione genitale femminile potranno
essere sottratte al rischio e raggiungere i genitori. 

Un problema da
affrontare era però la mancanza dei requisiti economici previsti 
in generale per il ricongiungimento familiare dalla legge spagnola.
Infatti il padre di Asa ha perso il lavoro e fatica a trovarne un
altro, in questo periodo. Tuttavia, il rischio a cui è esposta Asa
deve essere debitamente considerato e così il suo interesse a essere
protetta da una pratica che può menomare il suo corpo e la sua
psiche per sempre.
Questa esigenza, in base alla Convenzione dei
diritti del fanciullo delle Nazioni Unite, e in particolare al
principio del superiore interesse del minore, deve prevalere
sull’interesse dello stato a garantire che il padre possa matenere la
figlia da sé anche in questo periodo.

La notizia è apparsa sui media spagnoli
(allegato).