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Cos’è la povertà assoluta?

Nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato Illuminiamo il Futuro (http://www.illuminiamoilfuturo.it) , una campagna per contrastare la povertà educativa in Italia e sostenere i Punti Luce, spazi dove bambini e adolescenti possono seguire gratuitamente attività educative, ricreative e culturali.

Oggi approfondiamo alcuni dei concetti chiave della campagna Illuminiamo il futuro

Cos’è la povertà assoluta?

Vivere in povertà assoluta significa non avere accesso a uno standard di vita accettabile. Le famiglie faticano a pagare le rette degli asili o delle mense scolastiche; non hanno la possibilità di vestire e nutrire adeguatamente i propri figli. Milioni di genitori non hanno soldi per pagare le bollette o l’affitto di casa e non riescono ad assicurare cure appropriate ai propri bambini

Cosa significa vivere secondo uno standard minimo accettabile?

Accedere ad un’alimentazione adeguata secondo le proprie esigenze nutrizionali, valutate secondo il sesso e l’età; 

Disporre di un’abitazione (in affitto ai prezzi di mercato) riscaldata e dotata dei principali servizi, beni durevoli e accessori; 

Avere il minimo necessario per arredare e mantenere l’abitazione, vestirsi, muoversi sul territorio, istruirsi e mantenersi in buona salute.

Che cosa è la povertà educativa?

La povertà educativa è la mancanza di opportunità formative per i bambini. Una povertà che li priva della possibilità di costruirsi un futuro. O anche solo di sognarlo. E’ una povertà più nascosta e meno evidente di quella economica, ma assolutamente pericolosa. La povertà minorile non riguarda infatti solo la sfera economica ma pesa anche sulla crescita educativa dei bambini. E come in un circolo vizioso la povertà educativa alimenta quella economica e viceversa. 

Alcuni dati principali sulla povertà educativa in Italia:

In Italia, circa un quarto dei ragazzi di 15 anni non raggiunge le competenze minime in matematica e un quinto in lettura (indici misurati attraverso i test PISA). 

Le differenze tra le regioni sono molto significative, per
esempio nelle regioni del sud la percentuale di ragazzi che non ha le competenze minime in matematica arriva a circa il 40% (Fonte PISA OCSE 2012).

Il 15% dei giovani tra i 18 e i 24 anni non consegue il diploma superiore (Fonte EUROSTAT 2015) e soltanto il 13,5% dei bambini tra 0 e 2 anni ha la possibilità di usufruire di servizi educativi, come ad esempio il nido.

L’11% dei minori, nell’ultimo anno, non ha partecipato ad attività sportive in modo continuativo, non ha avuto accesso ad internet quotidianamente, non ha letto un libro, non è andato a teatro né a un concerto, né ha visitato un museo o un sito archeologico (ISTAT 2015).

2019-03-18T10:27:35+00:00 15 settembre 2015|Domande e Risposte (ragazzi), News|