/FAQ relative all’emergenza sanitaria da Covid -19

FAQ relative all’emergenza sanitaria da Covid -19

Aggiornate al Dpcm del 3 dicembre 2020 (efficace fino al 15 gennaio 2021, qui con allegati), al D.L. 137/2020 (c.d. Decreto Ristori1, qui), al D.L. 149/2020 (c.d. Decreto Ristori bis, qui) e al D.L. 154/2020 (c.d. Ristori ter, qui), al D.L. del 18 dicembre 2020 n. 172/2020 (c.d. decreto Natale) qui e al D.L. del 5 gennaio 2021 n. 1/2021 qui, al Dpcm del 14 gennaio 2021 (efficace fino al 5 marzo 2021, qui) e al D.L. 14 gennaio n. 2/2021 (qui).

La normativa in materia di emergenza sanitaria prevede misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale (c.d. zone gialle), nonché ulteriori misure relative ad aree caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone arancioni) e misure relative ad aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse).

Tali aree sono individuate con ordinanza del Ministro della salute, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici, nonché sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il Comitato tecnico scientifico sui dati monitorati.

Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, verifica la classificazione delle aree e provvede all’eventuale relativo aggiornamento. Le ordinanze del Ministero della salute sono efficaci per un periodo minimo di quindici giorni, salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l’adozione di misure più rigorose.

L’eventuale favorevole andamento epidemiologico (con un livello di rischio basso e quando l’incidenza settimanale dei contagi risulti inferiore, per tre settimane consecutive, a 50 casi ogni 100.000 abitanti) darà luogo, con ordinanza del Ministro della Salute, al passaggio del territorio regionale interessato in una c.d. “area bianca”, nella quale non si applicheranno le misure restrittive previste dall’attuale normativa anti-COVID per l’area “gialla”, per quella “arancione” e quella “rossa”, bensì appositi protocolli individuati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Scuole/Università e sostegni alle famiglie in casi di DAD e quarantena

1. Quali sono le regole vigenti per le scuole?

L’attività didattica ed educativa per le scuole elementari e medie e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (scuole superiori) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza.

La restante parte dell’attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza.

Presso ciascuna Prefettura-UTG e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Si potrà svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Nelle c.d. “zone rosse”, le attività scolastiche e didattiche della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono in presenza.

Il secondo e terzo anno della scuola media e le scuole superiori di secondo grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

Nelle c.d. “zone rosse ed arancioni”, sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, nei limiti in cui la stessa è consentita.

Lo svolgimento dell’attività didattica potrebbe subire ulteriori limitazioni per effetto di provvedimenti emessi dalle istituzioni regionali, ai sensi dell’art. 32 della l. 833/1978 e dell’art. 3 del D.L. 19/20.

2. Sono consentite le gite e i viaggi scolastici?

Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Salvo che nelle c.d. zone arancioni e rosse, sono fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.

3. Come verranno svolte le lezioni nelle Università?

Le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19.

Tali disposizioni si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza.

Le università e le istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

Salvo che nelle c.d. zone arancioni e rosse, possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori, nel rispetto delle linee guida del Ministero  dell’università e della ricerca.

I corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e le altre attività, didattiche o curriculari, eventualmente individuate dalle Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, possono proseguire, laddove necessario, anche in modalità in presenza, anche nelle zone rosse.

4. Nelle c.d. “zone rosse”, lo Stato prevede strumenti per i genitori di alunni iscritti alle scuole medie nelle quali sia stata sospesa la didattica in presenza?
4.1 Genitori impegnati in attività lavorativa dipendente: periodi di congedo con indennità

L’art. 13 del D.L. 149/2020 riconosce ai genitori lavoratori dipendenti la cui attività lavorativa non possa essere svolta in modalità agile la possibilità di astenersi dal lavoro per tutto il periodo di tempo in cui è sospesa l’attività didattica in presenza nelle zone c.d. rosse, in maniera alternativa fra loro.

Per il periodo di congedo di cui il genitore fruisce, sono previste un’indennità pari al 50% della retribuzione e la copertura da contribuzione figurativa, in modo da non intaccare la continuità dei contributi versati dal lavoratore.

Il medesimo beneficio è riconosciuto anche ai genitori di minori con disabilità in condizioni di gravità (ai sensi dell’art. 4 co. 1 l. 104/1992), iscritti a scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura.

4.2. Genitori impegnati in attività lavorativa non dipendente: bonus baby sitting

L’art. 14 D.L. 149/20 prevede che i genitori lavoratori di alunni delle  suddette  scuole, iscritti  alla Gestione separata oppure iscritti alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria e non  iscritti  ad  altre forme previdenziali obbligatorie, nel solo caso in cui l’attività lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, hanno diritto ad uno  o più bonus per l’acquisto  di servizi  di  baby-sitting nel  limite massimo complessivo di 1000 euro,  da  utilizzare  per  prestazioni effettuate nel periodo di  sospensione  dell’attività  didattica  in presenza.

Il bonus è riconosciuto alternativamente ai genitori, anche affidatari, salvo che non vi sia nel nucleo familiare un genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione di attività lavorativa (es. cassa integrazione, Naspi) oppure un genitore non impegnato in attività lavorativa.

Il medesimo beneficio è riconosciuto anche ai genitori di minori con disabilità in condizioni di gravità (ai sensi dell’art. 4 co. 1 l. 104/1992), iscritti a scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura.

Il bonus non è riconosciuto laddove le prestazioni di baby sitting siano effettuate da familiari e non è compatibile con il bonus c.d. asilo nido (art. 1 co. 355 l. 232/2016 e successive modifiche).

Per quanto riguarda le modalità in cui usufruire del bonus, questo viene erogato mediante  lo strumento del libretto nominativo prefinanziato,  denominato  “Libretto  Famiglia”, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo  favore  da uno o piu’ prestatori (art. 54 bis d.l. 50 del 2017).

 

 

Misure a sostegno delle famiglie

5. Cosa succede in caso di pignoramento immobiliare e in caso di sfratto?

Ai sensi del D.L. 183/2020 art. 13, co.13, sino al 30 giugno 2021 è sospesa l’esecuzione di provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo. In particolare è bloccata l’esecuzione di:

  • Provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze previste;
  • Provvedimenti di rilascio a seguito dell’adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati abitati dal debitore e dai suoi familiari.
6. Che cos’è il reddito di emergenza e chi ha diritto a richiederlo?

Il reddito di emergenza è un sostegno straordinario al reddito (denominato anche Rem), erogato dall’Inps e previsto in favore dei nuclei familiari in difficoltà. Tale misura di sostegno verrà erogata in due quote, pari a 400 euro, per un massimo di 800 euro. Tale cifra può essere aumentata fino a Euro 840 nel caso in cui nel nucleo familiare richiedente siano presenti componenti con disabilità grave o in condizione di non autosufficienza.

Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari che al momento della domanda presentino tali requisiti:

-Residenza in Italia: tale requisito verrà verificato con riferimento al componente che richiede il beneficio

-Isee inferiore ad Euro 15.000

-Patrimonio mobiliare (deposito e conti correnti bancari e postali, possesso di titoli di stato e azioni etc) inferiore, per l’anno 2019, a euro 10.000. Tale soglia potrà essere accresciuta di Euro 5000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di Euro 20.000. Il limite di Euro 20.000 può essere incrementato di euro 5000 in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

In quali casi è escluso il riconoscimento del reddito di emergenza?

Il Rem non può essere richiesto qualora nel nucleo familiare sia presente un componente che si trovi in una di tali condizioni:

-Essere titolare di una pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;

-Essere titolare di un contratto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore ad euro 800;

-Essere percettore del reddito di cittadinanza;

-Essere percettore delle nuove indennità previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza Covid-19 e per i lavoratori domestici dal Decreto Rilancio (artt. 84 e 85);

-Essere percettore o aver percepito una delle indennità previste dal Decreto Cura Italia come convertito in legge (artt. 27, 28, 29, 30 e 38) o una delle indennità previste dall’istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza come disciplinato dall’art 44 di tale Decreto.

Originariamente, il termine per presentare le domande di REM era il 31 luglio 2020.

 7.1 Sono prorogate le misure in materia di reddito di emergenza?

Sì, per i nuclei familiari che siano già beneficiari della quota del Reddito di Emergenza è riconosciuta la medesima quota anche per il mese di novembre 2020,  nonché per  il  mese  di dicembre 2020.

7.2 E’ possibile fare nuova domanda di REM?

Sì, il Rem è altresì riconosciuto,  per  una  singola  quota  pari a una cifra compresa tra euro 400 ed euro 800 relativamente alle mensilità di novembre e dicembre 2020, ai nuclei familiari in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

– un valore del reddito familiare, nel  mese  di  settembre  2020 inferiore ad 800 euro;

– assenza nel nucleo familiare di componenti  che  percepiscono  o hanno percepito una delle  indennità  di  cui  all’articolo  15  del D.L. Ristori (es. lavoratori dello spettacolo, turismo);

-possesso dei requisiti già originariamente previsti per il REM, richiamati al punto 1.

7.3 Entro quando va inviata la domanda?

La domanda per le suddette quote di Rem e’ presentata all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)  entro  il  30 novembre 2020 tramite modello di  domanda  predisposto  dal  medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso. Per maggiori info consultare pagina dedicata al sito dell’INPS.

8. Ho diritto al Buono Spesa?

Con il Decreto Ristori Ter, si è rinnovato il meccanismo già previsto dall’ordinanza della protezione civile nr. 658/2020, per cui ciascun Comune è autorizzato all’acquisizione, di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari o di prodotti di prima necessità presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale.

I beneficiari di tale misura ed il relativo contributo sono individuati dall’ufficio dei Servizi sociali di ciascun comune tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

CONSIGLIAMO DI: non recarsi personalmente ai Servizi sociali ma di verificare sul sito del proprio comune di residenza i criteri di assegnazione e le modalità di richiesta del buono spesa.

9. Cosa devo fare se il mio documento o quello dei miei figli minorenni è scaduto? E se il mio permesso di soggiorno é scaduto?

I documenti di riconoscimento, quali carta d’identità e passaporto, che sono scaduti  dopo la data del 18-03-2020 sono validi: la loro validità è prorogata alla data del 30 aprile 2021. I documenti scaduti non sono però validi per viaggiare al di fuori dell’Italia.

La validità dei permessi di soggiorno degli stranieri é prorogata al 30 aprile 2021.

Misure generali di prevenzione e contenimento del contagio

10. E’ obbligatorio l’uso della mascherina?

Sì, ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui – per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto – sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono fatti salvi i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

Possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

Si consideri che l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

11. Vi sono deroghe all’obbligo dell’uso della mascherina e al distanziamento sociale?

Sì, l’obbligo di utilizzo della mascherina è escluso:

  1. a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
  2. b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;
  3. c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

Inoltre, nel caso di persone con disabilità motorie o psichiche/psichiatriche anche il distanziamento sociale può essere ridotto nei confronti degli accompagnatori o operatori di assistenza. In ogni caso, alle medesime persone è sempre consentito, con le suddette modalità, lo svolgimento di attività motoria anche all’aperto.

12. Quali altre misure sono adottate per evitare gli assembramenti e la diffusione del Covid? E in particolare riguardo agli spostamenti tra il 7 e il 15 gennaio?

Può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Nel periodo compreso dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione

Rimangono comunque consentiti gli spostamenti verso le seconde case ubicate nella stessa Regione (anche se intestata a più comproprietari, di un solo nucleo familiare convivente).

Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza, secondo quanto già chiarito in apposita FAQ pubblicata sul sito web del Governo.

Si segnala che sempre nelle FAQ del Governo, a proposito degli spostamenti dei genitori separati/affidatari per andare i comuni/regioni o all’estero diverse per trascorrere le feste con i figli minorenni, nel rispetto dei provvedimenti del giudice o degli accordi con l’altro genitore, si legge “Sì, come già precisato, questi spostamenti rientrano tra quelli motivati da “necessità”, pertanto non sono soggetti a limitazioni. Nel caso di spostamenti da/per l’estero, è comunque necessario consultare l’apposita sezione sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per avere informazioni sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o ci si deve recare ”.

13. Quali sono le limitazioni al movimento per le c.d. zone arancioni e zone rosse?

Nelle c.d. zone arancioni, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle zone arancioni, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Il transito sulle zone arancioni è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti.

è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Nelle c.d. zone rosse, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle zone rosse, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Il transito sui territori delle zone rosse è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti.

Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, gli spostamenti di cui al periodo precedente sono consentiti per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;

14. Si possono incontrare gli amici?

Sì, rispettando le regole relative al divieto di assembramenti e all’utilizzo obbligatorio delle mascherine sia all’aperto che nei luoghi chiusi aperti al pubblico. Inoltre è fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’ art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi e di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Il Governo ha chiarito come le previsioni esplicitate in forma di raccomandazione non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l’irrogazione di sanzioni.

15. Si può accedere ai parchi, ville e giardini?

L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. E’ consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8 del Dpcm del 3 dicembre 2020.

16. E’ consentito svolgere attività sportiva?

E’ consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Nei territori considerati “ zona rossa”, lo svolgimento dell’attività sportiva e motoria viene limitata:  l’attività motoria può essere svolta solo in prossimità della propria abitazione, in maniera individuale e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, mentre l’attività sportiva è consentito svolgerla esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

17. E’ consentita l’attività sportiva in palestre e piscine?

No, l’attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali è sospesa, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione di quelle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza.

Sono consentite l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

18. E’ consentito lo svolgimento di sport di contatto? (Es.: calcetto, basket, pallavolo).  E’ consentita l’attività sportiva di base?

Gli sport di contatto sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo sia pubblico che privato.

Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuato con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, nonché l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale, sono sospesi.

E’ consentita, tranne che nei territori considerati “zona rossa”, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

19. E’ consentito l’accesso ai centri ricreativi (es. doposcuola)?

E’ consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8 del Dpcm del 3 dicembre 2020.

20. Sono consentiti gli spettacoli (teatro, concerto, cinema)?

No, sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico, anche all’aperto, in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi.

21. Sono consentite manifestazioni e cortei?

Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’art. 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

22. E’ consentito andare nelle sale giochi, bingo e scommesse?

No, sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

23. Sono consentite le feste in luoghi pubblici o abitazioni private?

Sono sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

24. Si possono organizzare fiere o congressi?

No, sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

25. E’ possibile accedere ai luoghi di culto?

L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1 a 7 del Dpcm del 3 dicembre 2020.

26. I musei, gli istituti di cultura, le biblioteche e gli archivi sono aperti?

Nelle zone gialle il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte. Sono altresì aperte al pubblico le mostre, alle medesime condizioni previste dalla presente lettera per musei e istituti e luoghi della cultura.

27. Cosa possono fare gli accompagnatori dei pazienti?

Agli accompagnatori dei pazienti è fatto divieto di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.

28. Come è regolamentato l’accesso di parenti e visitatori nelle strutture di ospitalità?

L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

29. Come è regolamentato l’accesso nei negozi?

Nei negozi deve essere assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Nelle c.d. zone rosse, sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (di cui all’allegato 23), sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi. Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

30. Come è regolamentato l’accesso nei ristoranti, bar, gelaterie, etc?

Tali attività (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 18,00. Il consumo al tavolo è consentito con un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che non siano tutti conviventi. Dopo le ore 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Nelle c.d. zone arancioni e rosse, sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.

Per i soggetti che svolgono commercio al dettaglio di bevande e per i bar ed altri esercizi simili senza cucina l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00.

 31. E’ consentita la consegna a domicilio?

Sì è sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

32. Sono aperte le banche?

Sì, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi sono garantiti.

33. Funzionano i mezzi pubblici?

Sì, tuttavia il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, per evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della salute, può disporre riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori.

34. Che regole si applicano alle attività professionali?

Viene raccomandato che siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.

Siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

 35. Che regole devono seguire le attività delle strutture ricettive?

Tali attività sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Dalle ore 18,00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7,00 del 1° gennaio 2021, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio  in  camera.

Libertà di movimento Italia/paesi esteri e viceversa

36. Quali sono le misure vigenti per l’entrata e uscita dall’Italia?

Attualmente la normativa italiana (in particolare: Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 agosto, 7 settembre, 13 ottobre e 3 dicembre 2020, e Ordinanze del Ministro della Salute ad essi collegate, da ultimo quelle del 18 dicembre e del 20 dicembre 2020) prevede degli elenchi di Paesi per il rientro dai quali sono in vigore differenti limitazioni all’ingresso sul territorio nazionale, anche in relazione alla data dell’ingresso in Italia, come specificato qui di seguito:

A – Città del Vaticano: nessuna limitazione.

B- Stati e territori a basso rischio epidemiologico che verranno individuati, tra quelli di cui all’elenco C, con ordinanza del Ministro della salute di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Chi fa ingresso in Italia da questi Paesi deve soltanto compilare un’autodichiarazione, recante l’indicazione dei Paesi nei quali si è soggiornato nei 14 precedenti l’ingresso ed i motivi dello spostamento. Attualmente nessuno Stato è compreso in questo elenco.

C- Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco. Chi fa ingresso in Italia da un Paese dell’Elenco C (senza transiti o soggiorni nei 14 giorni precedenti in Paesi dei gruppi D, E, compresi Regno Unito e Brasile, per i quali valgono le rispettive discipline) deve comunicare il proprio ingresso/rientro nel territorio italiano al Dipartimento di prevenzione dellAzienda Sanitaria locale di riferimento. Deve inoltre presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a tampone (test molecolare o antigenico) risultato negativo (chi non lo presenterà all’arrivo in Italia dovràsottoporsi all’isolamento fiduciario). Sono previste eccezioni all’obbligo di effettuare il tampone, riportate in fondo.

D – Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Singapore, Thailandia: chi entra in Italia da questi Paesi dovrà compilare l’autodichiarazione e sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni, raggiungendo la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato o coincidenza aerea (senza uscire dalle aree di transito aeroportuale). Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento, riportate in fondo.

E – Tutti gli Stati non indicati negli altri elenchi: (eccetto il Regno Unito di Gran Bretagna e di Irlanda del nord ed il Brasile, per i quali vigono regole speciali indicate sotto): l’ingresso da questi Paesi è consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari (Direttiva 2004/38/CE). L’ingresso è consentito anche alle persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen/soggiornanti di lungo periodo, le quali debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia). Per coloro che non rientrano nelle categorie appena menzionate, l’ingresso dai Paesi del gruppo E è consentito solo in presenza di precise motivazioni, quali: esigenze di lavoro o di studio, motivi di salute, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato o coincidenza aerea (senza uscire dalle aree di transito aeroportuale). È inoltre necessario compilare l’autodichiarazione e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni, raggiungendo la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato o coincidenza aerea (senza uscire dalle aree di transito aeroportuale). Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento, riportate in fondo. Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento, riportate in fondo.

Regole specifiche per il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. In caso di soggiorni o transiti nel Regno Unito nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, quest’ultimo è consentito solamente a coloro che hanno la residenza anagrafica in Italia da data anteriore al 23 dicembre 2020 oppure che hanno un motivo di assoluta necessità (è necessario specificare nell’autodichiarazione il motivo del rientro presso la propria residenza oppure quello di assoluta necessità). In questi casi, l’ingresso nel territorio nazionale è consentito secondo la seguente disciplina:

a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone risultato negativo;

b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In caso di ingresso nel territorio nazionale mediante volo proveniente dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, il tampone deve essere effettuato al momento dell’arrivo in aeroporto;

c) obbligo di sottoporsi, a prescindere dall’esito del test di cui alla lettera b), alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.L’equipaggio ed il personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci non è tenuto all’obbligo di isolamento fiduciario (a meno che non compaiano sintomi di COVID), ma deve comunque sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. Regole specifiche per il BrasileDal 16 al 31 gennaio 2021, sono vietati l’ingresso ed il transito nel territorio nazionale alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Brasile (eccetto per chi si trovava a bordo di un volo indiretto verso l’Italia iniziato il 16 gennaio 2021).

37. Vi sono eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza e obbligo di tampone?

A condizione che non insorgano sintomi di Covid-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti (per motivi non di necessità) in uno o più Paesi di cui all’elenco C tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica:

  •   all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
  •   al personale viaggiante;
  •  agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • agli ingressi ingressi per ragioni non differibili;
  • a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro (in caso di soggiorno in Paesi dell’elenco C, il tampone deve essere comunque effettuato).
  • al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
  • ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  • al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
  • ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, nell’esercizio delle loro funzioni;
  • agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
  • agli ingressi mediante voli “Covid-tested”, conformemente all’ordinanza del Ministro della salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni;
  • agli ingressi di atleti, tecnici, giudici, commissari di gara e accompagnatori per la partecipazione a competizioni sportive di livello agonistico – riconosciute di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – i quali, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si sono sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo.

Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare le FAQ sul sito del M.A.E.

Osservanza delle disposizioni

38. Chi vigila sull’applicazione dei provvedimenti qui considerati?

Il Prefetto territorialmente competente ne assicura l’esecuzione e monitora l’attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti.

Il Prefetto si avvale delle Forze di polizia, con il possibile concorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del Comando carabinieri per la tutela del lavoro, nonché, ove occorra, delle Forze armate, dandone comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata.

39. Quali sono le sanzioni in vigore per l’inosservanza delle disposizioni?

La violazione delle disposizioni è sanzionata ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35.

Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto della normativa è punito con   la   sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale.

Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

2021-01-21T16:22:58+00:00 20 gennaio 2021|News|

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