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Domande e Risposte

Fino a quando i genitori devono mantenere i figli?

Fino a quando i genitori devono mantenere i figli?

I genitori devono mantenere i figli fino a quando raggiungono l'indipendenza economica.

Questo anche se i figli superano i 18 anni.



Cosa prevede la legge?

I genitori devono contribuire al mantenimento dei figli maggiorenni, seppur nei limiti delle loro capacità economiche, anche maggiorenni, senza un particolare limite di età.

La Costituzione all'articolo 30 e il Codice civile (articolo 155 quinquies) prevedono  l'obbligo di ciascun genitore  al mantenimento. All'obbligo del genitore corrisponde il diritto del figlio di ricevere sostegno non solo morale ma anche economico. 

Costituzione della Repubblica, articolo 30

E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.


L'articolo 155 quinquies del Codice Civile stabilisce il diritto dei figli maggiorenni ad un assegno di mantenimento, fino a quando raggiungono l'indipendenza economica.


Articolo 155 quinquies:

Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all'avente diritto.
Ai figli maggiorenni portatori di handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si applicano integralmente le disposizioni previste in favore dei figli minori.



Come si ottiene il mantenimento?


I figli possono ottenere di essere mantenuti dai genitori, secondo le loro reali possibilità.

Se i genitori non sono d'accordo, la figlia o il figlio possono chiedere al tribunale civile della zona in cui abitano di decidere se e come i genitori devono pagare un assegno mensile di mantenimento dei figli.

I figli possono fare questa domanda anche durante il processo di separazione o divorzio dei genitori.

L'obbligo di mantenimento grava su entrambi i genitori. La somma che i genitori pagameno per il mantenimento dei figli è chiamata dalla legge "assegno di mantenimento".




Quanto devono pagare i genitori per mantenere i figli maggiorenni?



- La cifra che deve essere pagata per il mantenimento dei figli maggiorenni comprende sia le spese ordinarie della vita quotidiana (affitto, trasporto, pasti, abbigliamento, ecc.) che quelle relative all'istruzione (es. tasse universitarie, libri...) e anche quelle per lo svago e le vacanze;

- l'assegno di mantenimento va adeguato, oltre che alla differenza di reddito dei due coniugi separati o divorziati, anche al reddito percepito dai figli, se lavorano, aumentando o diminuendo in base alle variazioni dello stipendio che ricevono nel tempo;

- l'obbligo al mantenimento continua anche quando il figlio intraprende un percorso di studi per il raggiungimento di una migliore posizione e/o carriera (Corte di Cassazione, sentenza n. 1830/2011);

- l'obbligo al mantenimento si interrompe quando il figlio raggiunge di un'autosufficienza economica tale da provvedere autonomamente alle proprie esigenze di vita in modo stabile con un lavoro non precario corrispondente alle sue aspirazioni (Corte di Cassazione, sentenze n. 27377/2013 e n. 18/2011, 14123/2011, n. 1773/2012);

- i genitori sono esonerati dall'obbligo di mantenimento quando il mancato raggiungimento dell'autosufficienza economica dipende da negligenza o comunque da fatto imputabile al figlio. Non è dovuto l'assegno qualora il figlio maggiorenne opponga un rifiuto ingiustificato alle opportunità di lavoro offerte, ovvero dimostri colpevole inerzia prorogando il percorso di studi senza alcun rendimento (Corte di Cassazione, sentenze n. 4765/2002; n. 1830/2011; n. 7970/2013, n. 1585/2014).


Responsabilità penale


Il rifiuto di pagare il mantenimento ai figli e agli altri familiari in caso di bisogno è un reato. 

Il Codice penale punisce con la reclusione fino a un anno e la multa fino a 1032 euro il genitore che si sottrae all'obbligo di assistenza ai figli (articolo 570 del Codice penale). Per questo è necessario fare denuncia (alla polizia, Carabinieri o direttamente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale).

Articolo 570 codice penale. Violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore  o del pupillo o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore , ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti  o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un'altra disposizione di legge.




Cosa succede se il figlio forma una nuova famiglia?


L'obbligo di mantenere il figlio maggiorenne permane anche se il figlio forma una nuova famiglia. 

Il genitore può interrompere il mantenimento soltanto se prova che la famiglia del figlio ha raggiunto l'indipendenza economica.



Fino a quando il genitore è obbligato a mantenere il figlio maggiorenne?


I genitori si liberano dall'obbligo di mantenere il figlio maggiorenne ottenendo dal Tribunale della zona in cui risiedono una dichiarazione i cui il giudice afferma che l'obbligo è cessato. Il genitore deve dimostrare che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica o che il figlio non si impegna per raggiungere l'indipendenza economica.

Il figlio maggiorenne ha l'onere di dimostrare di impegnarsi per avere una formazione e trovare un lavoro che corrisponda alle sue concrete capacità ed aspirazioni.



Chi paga, se mancano i genitori?


Il Codice civile stabilisce un generale obbligo di mantenimento da parte di una serie di familiari nei confronti della persona in stato di bisogno.

Articolo 433 del Codice Civile:

"All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine, il coniuge, i figli legittimi naturali, adottivi o, in mancanza, discendenti prossimi, l'adottante nei confronti del figlio adottivo, i genitori, o in mancanza gli ascendenti prossimi, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali " 

Quindi, se la persona maggiorenne non ha raggiunto una stabile indipendenza economica, per legge può rivolgersi a una serie di familiare e parenti per il suo mantenimento. Non ci si può rivolgere a tutti i familiari e parenti indistintamente, bensì nell'ordine:

  1. moglie/marito; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  2. i figli; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  3. i nipoti; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  4. i nonni; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  5. i generi/nuore; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  6. i suoceri; se questi mancano o non possono per ragioni oggettive, ci si rivolge a
  7. i fratelli/sorelle.


Ricordiamo poi che anche lo Stato ha l'obbligo di assistere le persone che sono in situazione di bisogno (Articolo 3 della Costituzione). 
L'assistenza è prestata attraverso i Comuni e per averla bisogna rivolgersi al Servizio Sociale del Comune di residenza, come previsto dalla legge n. 328/2000 intitolata ("Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali").

Costituzione della Repubblica, articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.



Per ottenere l'assegno di mantenimento, puoi seguire i seguenti passi:


1. Chiedi direttamente:  Il figlio o la figlia può chiedere direttamente ai genitori  di pagare una somma per il mantenimento ogni mese. 

Se i genitori sono separati o divorziati, si può certamente chiedere questo assegno anche separatamente a ciascuno di essi. Ciascun genitore ha l'obbligo di contribuire al mantenimento nei limiti delle sue reali possibilità economiche.


2. Trattativa (con l'aiuto di un avvocato): Se il figlio o la figlia non riceve la somma richiesta, può rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto della famiglia. L'avvocato può aiutare a determinare la cifra giusta e a fare richiesta formale del pagamento entro una data precisa. È utile anche per chiarire i genitori quanto e come possono contribuire, in base alle esigenze del figlio e alle reali possibilità dei genitori.


3. Ordine del giudice: se la trattativa non funziona, l'avvocato può chiedere al Tribunale di ordinare ai genitori (o al genitore che non paga quanto dovuto) di pagare la somma ritenuta equa, in base alle esigenze del figlio e alle reali possibilità dei genitori. 
Il giudice può ordinare che il versamento dell’assegno dell'assegno di mantenimento avvenga direttamente al figlio.


4. Esecuzione: se un genitore o entrambi non pagano quando ricevono l'ordine del Tribunale, l'avvocato può ottenere che l'ordine sia eseguito coattivamente attraverso i funzionari del tribunale. Questi possono fare in modo che sia versata direttamente al figlio o alla figlia una parte dello stipendio del genitore o che sia impegnata una sua proprietà. 



Come si può ottenere l'aiuto di un avvocato?



1. Si può contattare direttamente un avvocato specializzato in diritto della famiglia. 

Gli avvocati specializzati si trovano in ogni città grande o piccola, anche attraverso le associazioni di categoria, ad esempio: 





2. Inoltre, in molte città grandi e piccole, sono attivi servizi pubblici e privati convenzionati con il Comune che possono offrire l'assistenza di avvocati specializzati in modo gratuito per te (a spese dello Stato). 
Questi servizi possono essere collegati ai Consultori Familiari, attivi presso le Aziende Sanitarie Locali, i servizi di mediazione familiare o ai Centri Antiviolenza e offrono consulenza legale nell’ambito del diritto di famiglia.

Ad esempio:




3. Per ottenere aiuto gratuitamente ci sono anche i PUNTI LUCE di Save the Children.

I Punti Luce sono centri di servizi a sostegno dei bambini e delle famiglie in varie città italiane. Li ci sono anche i nostri avvocati specializzati nel diritto dei minori e della famiglia.

Maggiori informazioni a questa pagina:




Come si può avere l'assistenza legale gratuitamente?


Per poter chiedere il patrocinio a spese dello Stato bisogna avere un reddito basso (meno di 11.528,41 euro).
Lo Stato anticipa sia i costi amministrativi del processo che l’onorario dell’avvocato.
La domanda si fa presso la segreteria dell'Ordine degli avvocati della zona di residenza. 
Bisogna compilare un modulo prestampato e consegnare una fotocopia della carta d'identità.
Entro dieci giorni, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati deve rispondere per iscritto se accetta o rifiuta la domanda. 

Nel caso la domanda sia rifiutata, rimane comunque la possibilità di fare la domanda direttamente al giudice che si occuperà del processo.

Se la domanda viene accettata, si può scegliere l'avvocato che si vuole per avere la sua assistenza. Bisogna scegliere un avvocato disponibile a dare assistenza con il patrocinio a spese dello Stato. Per questo è utile chiedere prima all'avvocato se può assisterci in questo modo.
In ogni Tribunale, inoltre, sono disponibili le liste degli avvocati disponibili a dare assistenza con il patrocinio a spese dello Stato. 


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