Informazioni e Materiali sui diritti dei minori in Italia e in Europa

Save the Children

News

Newsletter T.A.L.E. n. 5 - luglio 2017

Newsletter T.A.L.E. n. 5 - luglio 2017

Leggi le novità più rilevanti sui diritti dei minori e l’accesso alla giustizia in Europa!




Questa è la Newsletter del progetto T.A.L.E., Training Activities for Legal Experts on children’s rights – Attività di Formazione per Legali Esperti di diritti dei minori. Il progetto ha lo scopo di formare i legali che rappresentano i minori nei procedimenti giudiziari sugli strumenti internazionali volti a promuovere e proteggere i diritti dei minori e sulla corretta attuazione dei principi sanciti dalle Linee Guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore (CoE CFJ) al livello nazionale. Il progetto è finanziato dal Programma REC (Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza) della Commissione Europea. Le nostre attività sono cominciate nel novembre del 2015 e si concluderanno nell’ottobre del 2017. Maggiori informazioni sul progetto T.A.L.E. qui



INTERNAZIONALE



Linee guida sui Minori in Contatto con il Sistema Giudiziario (IAYFJM), 22 Maggio 2017


L’International Association of Youth and Family Judges and Magistrates ha pubblicato delle linee guida sui diritti dei minori nei procedimenti giudiziari di natura penale, amministrativa o relativi alla protezione dei minori e alla famiglia e altri ambiti. Il testo è strutturato in 6 parti: definizioni, principi fondamentali, elementi generali di un sistema giudiziario orientato al minore, la giustizia orientata al minore nei procedimenti giudiziari, i diritti dei minori nell’esecuzione delle decisioni e i problemi relativi all’esecuzione, monitoraggio, valutazione e correzione delle Linee guida.

Leggi qui il testo delle LineeGuida



Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sentenza del 2 Marzo 2017 in Talpis c. Italia


Il caso riguardava la violenza coniugale di cui è stata vittima la ricorrente, sfociata nell’omicidio di suo figlio e nel suo tentato omicidio.

La Corte ha stabilito che c’era stata una violazione dell’Articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione in relazione all’omicidio del figlio della ricorrente e del suo tentato omicidio. In particolare, la Corte ha stabilito che, non avendo agito tempestivamente in seguito alla denuncia presentata dalla ricorrente, le autorità italiane hanno privato la denuncia di ogni effetto, configurando una situazione di impunità favorevole alla ricorrenza degli atti di violenza che poi hanno condotto al tentato omicidio della ricorrente e alla morte di suo figlio. Le autorità hanno dunque evaso il loro obbligo di proteggere le vite delle persone coinvolte.

La Corte ha anche stabilito una violazione dell’Articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani o degradanti) relativo all’evasione da parte delle autorità del loro obbligo di proteggere la ricorrente da atti di violenza domestica. La ricorrente viveva con i suoi figli in un clima di violenza abbastanza grave da potersi considerare maltrattamento, e le autorità hanno condotto il procedimento penale in modo da contribuire alla passività giudiziaria, incompatibile con l’Articolo 3. Infine, la Corte ha stabilito una violazione dell’Articolo 14 della Convenzione (divieto di discriminazione) in combinato con gli Articoli 2 e 3, affermando che il mancato intervento delle autorità, che hanno sottovalutato la violenza del caso e dunque sostanzialmente l’hanno favorita, costituisce una discriminazione della ricorrente in quanto donna.

Leggi il documento a questa pagina




UNIONE EUROPEA


L’UE aderisce alla Convenzione Internazionale sulla Prevenzione e la Lotta Contro la Violenza nei Confronti delle Donne, 11 Maggio 2017


Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato due decisioni sulla firma della Convenzione del Consiglio d’Europa (Convezione di Istanbul) sulla Prevenzione e la Lotta alla Violenza nei Confronti delle Donne e la Violenza Domestica. La Convenzione riconosce la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani, e la affronta con misure volte a prevenirla, a proteggere le vittime e a perseguire i responsabili. In seguito alla firma ufficiale, l’adesione alla Convenzione prevede l’adozione delle decisioni conclusive della Convenzione, che necessitano del consenso del Parlamento.

La Convenzione è stata già firmata da tutti gli stati membri dell’UE. L’adesione congiunta dell’UE alla Convenzione garantirà la complementarità tra il livello nazionale e il livello europeo e consoliderà la capacità dell’UE di svolgere un ruolo più efficace nelle sedi internazionali come Il Gruppo di Esperti sulla Lotta Contro la Violenza nei Confronti delle Donne e la Violenza Domestica del Consiglio d’Europa (GREVIO).

Leggi qui la DichiarazioneCongiunta della Commissione Europea a seguito della decisione delConsiglio relativa alla firma della Convenzione sulla Prevenzione ela Lotta Contro la Violenza nei Confronti delle Donne



Programma Giustizia dell’UE 2017, 6 Marzo 2017


La Commissione Europea ha lanciato diverse iniziative di finanziamento per lo sviluppo di uno spazio europeo di giustizia, per un budget totale di 52.6 milioni di Euro. I finanziamenti sono destinati, tra l’altro, al sostegno di attività e azioni svolte da autorità governative, università, ONG e altre organizzazioni nel campo della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, della formazione giudiziaria, dell’accesso alla giustizia, dei diritti delle vittime della criminalità, dei diritti della difesa, delle politiche in materia di droga.

Ulteriori informazioni ela Decisione di Esecuzione della Commissione del 13 marzo 2017riguardo l’adozione del programma di lavoro per il 2017 e ilfinanziamento per l’esecuzione del Programma Giustizia



Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 10 maggio 2017, Causa C-133/15


Un cittadino di un paese terzo che è genitore di un minore cittadino europeo gode di un diritto di soggiorno derivato nell’UE. L’Articolo 20 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea “osta a provvedimenti nazionali, comprese eventuali decisioni di rifiuto del diritto di soggiorno ai familiari di un cittadino dell’Unione, le quali abbiano l’effetto di privare i cittadini dell’Unione del godimento effettivo del contenuto essenziale dei diritti conferiti dal loro status.”

L’allontanamento delle madri non europee di minori olandesi all’origine della sentenza potrebbe deprivare i loro figli del godimento effettivo del contenuto essenziale di tali diritti, obbligando i minori a lasciare il territorio dell’Unione. La Corte ha stabilito che, nelle loro valutazioni, gli Stati devono tener conto di una serie di fattori relativi all’interesse superiore del minore, tra cui “l’età del minore, il suo sviluppo fisico ed emotivo, l’intensità della sua relazione affettiva sia con il genitore cittadino dell’Unione sia con il genitore cittadino di un paese terzo, nonché il rischio che la separazione da quest’ultimo comporterebbe per l’equilibrio di tale minore.”

Leggi quiil testo della sentenza, Causa C-133/15 Chavez-Vilchez c. Raad vanbestuur van de Sociale verzekeringsbank



PORTOGALLO


Legge del 23 Maggio 2017, n. 23


Questa nuova legge estende la durata delle misure di tutela per i giovani a rischio fino ai 25 anni di età, laddove esistano dei processi educativi o di formazione professionale in corso (emendamento alla legge portoghese sulla Protezione dei Minori e dei Giovani a Rischio dell’1 settembre 1999 n. 147).

Leggi quiil testo della legge



Legge del 2 Marzo 2017 n. 5


Per effetto di questa nuova legge, la normativa sulle responsabilità genitoriali per mutuo accordo in caso di separazioni di fatto o scioglimento dell’unione di fatto dovranno essere registrate nei Registri Civili, un sistema finora applicato soltanto alle unioni matrimoniali.

Leggi qui il testo della legge



Emendamento al Codice Civile che promuove la regolamentazione urgente delle responsabilità genitoriali nei casi di violenza domestica.

La Legge del 24 maggio 2017 n. 24 modifica il Codice Civile portoghese, il Codice Penale e la normativa in materia di responsabilità genitoriale nei casi di violenza domestica. La Legge include l’introduzione di misure restrittive che vietano il contatto tra il minore e i genitori e il rafforzamento della protezione delle vittime di violenza domestica e abuso.

Leggi qui il testo





GIURISPRUDENZA


Corte d’Appello di Lisbona, sentenza del 14 marzo 2017


La Corte ha accolto l’appello di un padre contro l’ordine di pagare per gli studi del figlio adulto dopo 20 anni di allontanamento. La decisione è motivata soprattutto dal fatto che il figlio è rimasto in affidamento esclusivo della madre, che possiede mezzi sufficienti a sostenerlo. Non c’è prova che la situazione sia cambiata in modo da giustificare l’ordine per il padre di coprire per le spese del figlio.

Leggi quiil testo della sentenza




ROMANIA



Legge del 14 Aprile 2017 n. 72

La legge ha innalzato il limite di età, 6 anni, previsto per la concessione dei voucher per la scuola materna ai bambini provenienti da famiglie svantaggiate. Il requisito dell’età è stato dichiarato illegittimo in quanto costituisce una violazione della normativa anti-discriminazione, nel caso di minori con disabilità e/o disturbi dell’apprendimento per i quali il reclutamento scolastico è posticipato su parere di specialisti.

Fonte:Parlamento Romeno - sitoweb della Camera dei Deputati



Ordinanza del Ministero dell’Educazione del 3 Marzo 2017 N. 3393

Il Ministero dell’Educazione ha approvato un nuovo curriculum per la scuola media inferiore dopo un lungo dibattito pubblico e un grande sforzo di sensibilizzazione da parte di organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori in Romania. Il nuovo percorso di studi obbligatorio per i bambini romeni comprende attività di apprendimento volte a sviluppare il coinvolgimento diretto dei minori nella promozione e la difesa dei loro diritti, come l’educazione ai diritti dei minori e al pensiero critico, l’educazione interculturale, la partecipazione democratica e l’educazione economica.

Fonte:Sito web del Ministero dell’Educazione romeno




GIURISPRUDENZA (ROMANIA)


Corte Costituzionale Romena, sentenza del 28 aprile 2017

La Corte ha stabilito che la definizione di “membro familiare” nella normativa nazionale sulla protezione dall’abuso domestico è in conflitto con la Costituzione, poiché la limitazione del suo ambito d’applicazione alla tutela delle vittime conviventi con il partner abusivo viola una convenzione internazionale. La definizione di “membro familiare”, infatti, comprende: (…) c) persone che hanno stabilito rapporti simili a quelli tra coniugi o tra genitori e figli, se vivono insieme” (articolo 5.c della Legge Romena N. 217/2013). La Corte Costituzionale ha stabilito che il requisito della convivenza è contrario alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla Prevenzione e la Lotta alla Violenza nei Confronti delle Donne e la Violenza Domestica (12 aprile 2011, ratificata dalla Romania nel 2016). La Corte ha basato la sua decisione sull’Articolo 20 della Costituzione romena, che riconosce la prevalenza degli strumenti internazionali di protezione dei diritti umani sulle normative nazionali. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato che il requisito della convivenza tra la vittima di violenza e l’abusante è incostituzionale.

Qui il testo della sentenza



Consiglio Superiore della Magistratura, sentenza del 28 marzo 2017

Il tribunale disciplinare nazionale romeno ha dichiarato che l’ascolto dei minori in quanto testimoni è stato condotto dal giudice in questione in violazione dei loro diritti fondamentali (Tribunale del distretto di Constanta). La decisione del Consiglio Superiore della Magistratura arriva dopo quasi un anno di indagini mediatiche e polemiche pubbliche suscitate dal processo relativo al caso del cosiddetto “Asilo degli orrori”, un caso di abuso fisico contro minori da parte del personale formativo di un asilo privato. Durante il processo, il giudice ha insistito nella volontà di ascoltare i bambini come testimoni in una procedura standard (in un’aula di tribunale, in presenza degli autori degli abusi), nonostante la loro giovanissima età e il parere degli psicologi, secondo i quali ascoltare i bambini in presenza degli autori degli abusi avrebbe costituito un trauma per le giovani vittime.

Fonte: Sito web del Consiglio Superiore della Magistratura




SPAGNA


Ufficio Nazionale del Pubblico Ministero, ordinanza del 18 maggio 2017

L’ordinanza chiarisce l’applicazione dei principi legislativi e giurisprudenziali nel processo di accertamento dell’età di minori non accompagnati e separati, secondo il Protocollo Nazionale del 2014 (Protocolo sobre determinadas actuaciones en relación con los menores extranjeros no acompañados, BOE de 16 de octubre de 2014). Le indicazioni includono strategie su questioni cruciali, come:

- come accettare o rifiutare i documenti di una persona ai fini di identificarla;

- come valutare i risultati dei test osteometrici al fine di stabilire la maggiore età;

- come applicare il principio di presunzione della minore età.

Ildocumento è scaricabile a questa pagina



GIURISPRUDENZA (SPAGNA)



Tribunal Supremo, sentenza del 7 Marzo 2017 n. 157

Sulla base della sua precedente decisione del 20 ottobre 2014, la Corte Suprema spagnola ha dichiarato che il diritto dei minori di essere ascoltati nei procedimenti giudiziari non può essere impedito dai genitori. La Corte ha stabilito, inoltre, che un giudice dovrebbe cercare delle alternative agli esami specialistici psico-sociali laddove sia accertato che è nell’interesse superiore del minore evitarli.

Quiil testo della sentenza



► Tribunal Supremo, sentenza del 28 Febbraio 2017 n. 709

La Corte Suprema spagnola ha dichiarato che lo scopo dell’affido condiviso è quello di garantire il miglior sviluppo e la stabilità emotiva del minore e assicurare che entrambi i genitori possano esercitare la loro autorità e i loro obblighi genitoriali.




REGNO UNITO


Legge su minori e servizi sociali, Aprile 2017

Questa nuova legge introduce una serie di importanti modifiche alla gestione delle procedure di assistenza sociale e tutela dei minori. Contiene anche disposizioni sull’obbligo di educazione relazionale per gli alunni delle scuole elementari in Inghilterra, e di educazione relazionale e sessuale per i ragazzi delle scuole secondarie. La legge introduce anche delle misure protettive più chiare per i minori rifugiati in affidamento presso le autorità locali. Il provvedimento si applica principalmente all’Inghilterra e comprende un’ampia gamma di misure, tra cui: il sostegno extra alle scuole per bambini assistiti; l’obbligo per i consigli scolastici di offrire dei consulenti personali a tutti i care leavers (coloro che hanno goduto dell’affidamento fino alla maggiore età e ne hanno perso il diritto una volta divenuti maggiorenni) fino all’età di 25 anni; la verifica che i bisogni di lungo periodo dei minori siano prioritari per i tribunali nelle decisioni relative alle adozioni o ad altre opzioni di affidamento; rafforzamento del coordinamento locale pluriagenzia nei casi di tutela.

Leggi il testo a questa pagina



Ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea

L'Articolo 50 del Trattato di Lisbona è stato ufficialmente invocato il 29 marzo 2017, avviando il processo dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nessuno dei dibattiti pubblici sul Brexit ha finora esplicitamente affrontato la questione dell’impatto che potrebbe avere l’uscita del Regno Unito dall’UE sui diritti dei minori. I minori non hanno potuto votare al referendum e le loro prospettive non hanno inciso in alcun modo significativo sulle considerazioni relative al Brexit, sebbene essi costituiscano quasi un quarto (approssimativamente 15 milioni) della popolazione del Regno Unito. Come attuali e futuri cittadini, consumatori, agenti, lavoratori e genitori, i minori subiranno più di tutti l’impatto delle conseguenze del Brexit, nel bene e nel male. È difficile concepire una singola area dell’ordinamento giuridico e delle politiche dell’UE che non riguardi le vite dei minori almeno indirettamente.

Un discreto numero di provvedimenti legislativi dell’UE (più di 80 strumenti legali) conferisce diritti riconosciuti ai minori, in particolare riguardo attività interne o transfrontaliere come la libertà di movimento, l’immigrazione e l’asilo, il diritto di famiglia con implicazioni internazionali. Una serie di obblighi di legge è in vigore nel campo della tutela del consumatore, in materia di sicurezza dei giocattoli e sicurezza stradale, media dannosi, etichettamento del cibo e sviluppo di farmaci pediatrici. I minori godono di altri diritti in ambito aducativo riconosciuti legalmente all’interno dell’UE fin dagli anni Settanta, e di diritti relativi alla salute e alla sicurezza sul lavoro fin dai primi anni Novanta.

Negli ultimi anni, il raggio d’azione dell’UE si è molto ampliato, estendendosi a materie che prima erano di stretta competenza nazionale, tra cui la giustizia penale, il sostegno alle vittime, la protezione dallo sfruttamento sessuale e la de-istituzionalizzazione (si vedano ad esempio gli Articoli 79(2)(d)) e 83(1) del TFUE). I minori godono inoltre indirettamente dei provvedimenti europei rivolti agli adulti nell’ambito della parità di trattamento sul lavoro, tra cui il congedo di maternità, la normativa sull’orario lavorativo, e le disposizioni per le donne in stato di gravidanza o in allattamento. Allo stesso modo, i minori sono al centro di una miriade di iniziative dell’UE di ambito extra-legale come la ricerca, la raccolta dati, il capacity building, lo scambio di buone prassi, la definizione di standard, il monitoraggio, la valutazione e l’elaborazione di linee guida su questioni perenni come la povertà, l’obesità, la sicurezza online, l’anti-discriminazione e l’accesso alla giustizia per i minori (Articolo 3(3) TUE). Sono state avviate collaborazioni tra studiosi e organizzazioni della società civile per tentare di garantire che i diritti dei minori ricevano un’attenzione maggiore nello svolgimento dei negoziati relativi al Brexit e assicurare che l’impatto specifico dell’uscita dall’UE nelle giurisdizioni separate di Scozia, Galles e Irlanda del Nord riceva adeguata attenzione.



GIURISPRUDENZA (REGNO UNITO)

Tribunale Familiare di Manchester, sentenza del 30 gennaio 2017 EWFC 4

Il caso riguarda la domanda di una persona transgender di avere contatti con i suoi cinque figli: un maschio di 12 anni, un maschio e una femmina gemelli di 8 anni, un maschio di 5 anni e una femmina di 2. Il matrimonio dei genitori si era concluso nel giugno del 2015, quando il padre ha abbandonato il tetto coniugale per intraprendere una nuova vita come transgender. Attualmente vive come donna e non ha avuto contatti con i figli da quando ha lasciato la dimora familiare. Il giudice ha concluso ‘con grande rammarico’ che il contatto con i figli dovrebbe limitarsi alla comunicazione epistolare, poiché contatti di altro genere condurrebbero probabilmente alla “emarginazione o all’esclusione della madre e dei figli dalla comunità ultra-ortodossa”. Il tutore dei figli ha presentato prove in loro favore, e il giudice ha incontrato separatamente il figlio maggiore. La decisione di limitare il contatto tra il padre e i figli non sarà facilmente accettata dai difensori dei diritti dei minori. Detto questo, la sentenza è un esempio di analisi forense della welfare checklist (i fattori elencati nella s. 1(3) del Children Act del 1989 che dovrebbero essere considerati nella determinazione del superiore interesse del minore).


Causa: J c. B e Figli (Ebraismo Ultraortodosso: Transgender) [2017] EWFC 4

Leggi quiil testo della sentenza



Royal Court of Justice, sentenza del 9 marzo 2017, EWCA Civ 138

Il caso riguarda un’istanza d’appello al Ministero degli Interni contro una decisione dell’Alta Corte di Giustizia che aveva stabilito che un minore non accompagnato in cerca d’asilo aveva diritto al risarcimento del danno dopo che un funzionario dell’ufficio immigrazione non aveva creduto alla sua affermazione di essere “un minore” di 18 anni. Il ragazzo sudanese, arrivato nel Regno Unito a bordo del rimorchio di un camion, era stato incarcerato perché il funzionario dell’ufficio immigrazione aveva affermato di essere “ragionevolmente convinto” che il ragazzo avesse più di 18 anni e fosse dunque passibile di arresto. La Corte d’Appello ha confermato la decisione dell’Alta Corte di Giustizia, stabilendo che la decisione del funzionario di affidarsi alla sua “ragionevole convinzione” è illegittima e dichiarando che l’accertamento dell’età nei casi di minori non accompagnati dev’essere effettuato come “una questione di fatto oggettivo”. La sentenza è stata ben accolta dalle ONG che supportano i diritti dei minori non accompagnati, in quanto proibisce ai funzionari governativi di detenere o deportare minori in seguito ad accertamenti dell’età basati su convinzioni infondate e su uno ‘sguardo sommario’ senza prove oggettive.

Riferimento: The Queen on the application of Abdul-Muttelab Awed Ali and The Secretary of State for the Home Department and Another (La Regina sul ricorso di Abdul-Muttelab Awed Ali e Il Segretario di Stato del Ministero degli Interni e Altri) [2017] EWCA Civ 138.

Leggi qui il testo della sentenza



Corte Suprema, sentenza del 22 febbraio 2017, UKSC 10

Con questa sentenza la Corte Suprema del Regno Unito ha confermato il requisito del reddito minimo imposto dalla normativa inglese sull’immigrazione, che richiede ai cittadini del Regno Unito che vogliano supportare l’ingresso e il soggiorno di un coniuge straniero nel paese di avere un reddito di almeno £18.600. Il requisito del reddito minimo era stato contestato in quanto incompatibile con i diritti dei ricorrenti e dei loro partner stranieri (e del figlio di una coppia) secondo la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (essenzialmente l’Articolo 8).

È importante notare che mentre la Corte Suprema ha dichiarato che il requisito del reddito minimo è ragionevole alla luce delle politiche pubbliche di controllo della migrazione e tutela delle risorse pubbliche, ha anche affermato che la normativa non tiene in sufficiente considerazione gli obblighi del Segretario di Stato per gli Affari Interni di tutela del benessere di ogni minore coinvolto, come previsto dalla s.55 del Borders, Citizenship and Immigration Act 2009 e dall’Articolo 3 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia. La Corte ha anche stabilito che l’approccio del Ministero degli Interni nel valutare questi casi dovrebbe essere corretto in modo da tenere debitamente conto delle fonti alternative di reddito e sostegno di queste coppie con figli. Questa decisione faciliterà notevolmente il ricongiungimento familiare dei circa 15.000 minori, per la maggior parte cittadini britannici, attualmente separati da un genitore a causa del requisito del reddito minimo.


Riferimento: MM and others v Secretary of State for the Home Department [2017] UKSC 10

Leggi quiil testo della sentenza




ITALIA


Nuova normativa contro il cyberbullismo, Legge del 29 maggio 2017 n. 71

I nuovi provvedimenti penali per combattere il cyberbullismo sono entrati in vigore il 18 giugno 2017. Il cyberbullismo è definito come un crimine contro persone minori di età e i loro membri familiari. Il reato comprende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.”

Leggi quiil testo della legge


Protezione di minori stranieri non accompagnati e separati, Legge del 7 aprile 2017, n. 47

Le nuove disposizioni prevedono la tutela in ogni fase dell’entrata e della permanenza del minore in Italia. Riconoscono espressamente il “diritto di essere ascoltati” nei procedimenti amministrativi e giudiziari, anche in assenza del tutore. La legge contiene disposizioni specifiche per l’accesso dei minori all’assistenza legale. Le organizzazioni di difesa dei diritti dei minori avranno inoltre il diritto di impugnare e ottenere la cancellazione di decisioni che pregiudicano i diritti dei minori non accompagnati, e di intervenire nelle decisioni giudiziarie che li riguardano.

Ulterioriinformazioni e testo originale a questa pagina



Linee guida per la selezione e la formazione dei tutori per minori stranieri non accompagnati, 25 maggio 2017

L’organo nazionale per la protezione dei minori e gli adolescenti ha emanato delle raccomandazioni per assicurare un’esecuzione uniforme della legge sulla tutela dei minori migranti in Italia. Le Linee guida sono il risultato di uno sforzo comune di esperti, ONG e altre parti interessate, e ogni regione italiana ha l’obbligo di applicarle di concerto con le autorità nazionali. Le Linee guida comprendono indicazioni per i tribunali minorili per la stesura di un elenco di tutori volontari in ogni distretto territoriale e comprende misure volte ad assicurare la partecipazione dei minori alla selezione e alla formazione dei tutori stessi.

Leggi quiil testo



Per maggiori informazioni sul Progetto T.A.L.E. si prega di contattare: 


Luca Bicocchi per il Progetto T.A.L.E., luca.bicocchi@savethechildren.org


Newsletter a cura di Lara Olivetti, Save the Children Italy






Torna Indietro

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla nostra newsletter